Drawer Position

Lorem ipsum dolor sit amet, consectetuer adipiscing elit. Aenean commodo ligula eget dolor. Aenean massa. Cum sociis natoque penatibus et magnis dis parturient montes, nascetur ridiculus mus. Donec quam felis, ultricies nec, pellentesque eu, pretium quis, sem. Nulla consequat massa quis enim.

Donec pede justo, fringilla vel, aliquet nec, vulputate eget, arcu. In enim justo, rhoncus ut, imperdiet a, venenatis vitae, justo.

Come promesso eccovi l'ordinanza del TAR Piemontese.

Pare evidente come la Regione sia ora costretta a rivedere il suo calendario venatorio 2016/17, compilato con eccessiva fretta, e dimenticando per strada svariate specie cacciabili (se abbiamo contato bene sono addirittura...undici!). 

Vedremo se quest'ennesima lezione basterà, o ci toccherà nuovamente mostrare i muscoli.

Ora tutti questi documenti verranno sviscerati dai tanti...giuristi di facebook, gli avvocati del web, molti presunti esperti che cercheranno di trovarvi all'interno note utili a criticare comunque il gran lavoro fatto dalle Associazioni Venatorie, esattamente come già avvenuto nelle passate occasioni.

Noi di Federcaccia Piemonte però siamo molto soddisfatti e tiriamo avanti mirando ai prossimi obiettivo: far dichiarare incostituzionale il divieto di cacciare lepre variabile, pernice bianca ed allodola, e specialmente di portare a casa una nuova legge regionale sulla caccia che non sia penalizzante per i cacciatori piemontesi ma, viceversa, moderna ed efficace.

E veniamo ai ringraziamenti:

prima di tutto alle altre quattro Associazioni Venatorie riconosciute, e cioè ANLC, Enalcaccia, EPS, Anuu Migratoristi perché senza loro sarebbe stata molto più dura.

E poi a tutti quegli ATC e CA piemontesi che hanno condiviso il ricorso, per la verità un po'...pochini, ma certo condizionati dal fatto d'essere "scaduti" i loro comitati di gestione al 30 aprile, sostituito dal commissario cui certe iniziative non sono consentite.

Un ringraziamento particolare al Dr. Michele Sorrenti, responsabile tecnico scientifico dell'Ufficio Avifauna Migratoria di FIDC, l'aiuto del quale si è dimostrato fondamentale per argomentare compiutamente le nostre richieste.

L'ultimo grazie, sentito come sempre, al Prof. Avv. Paolo Scaparone, massimo esperto di Diritto Amministrativo, e Principe del Foro Torinese. Con questo sono quattro ricorsi in meno di due anni, tutti portati a casa con risultati egregi.

 

Non basta ripetere come un disco rotto bugie perché queste divengano realtà, ma chi le dice è facile si convinca del contrario

È quello che evidentemente è accaduto al cosiddetto “gruppo alternativo” che continua a tempestare di comunicati e manifestini i cacciatori. Di sicuro in una cosa crede fortemente: che per una manciata di tessere in più valga la pena provare.
Così, tutti tesi a promuovere la campagna tesseramento iniziata quest’anno addirittura prima ancora che finisse la stagione di caccia, le capofila di questa operazione propagandistica continuano a proporre stralci di comunicati stampa di Legambiente su specie e tempi di prelievo o su qualsivoglia altro argomento riguardi la caccia, lasciando intendere che Federcaccia, ANUUMigratoristi e Arci Caccia concordino con quelle posizioni, il tutto sempre per tramite dell’accordo firmato un anno orsono con la stessa associazione e che qualcuno ha fatto finta di scoprire solo da pochi mesi, malgrado fosse stato ampiamente comunicato pubblicamente e non certo tenuto nascosto.
Un documento che autoconvintisi di quel che dicono, o forse che i cacciatori non sappiano leggere, allegano per dare sostegno alla loro propaganda.
Peccato che in quel protocollo, anche con la più sfrenata fantasia o cattiva fede, nulla si possa leggere di accordi su riduzione di calendari, interventi sulla caccia alla migratoria ed eliminazione dei richiami vivi.
E visto che ci fanno la cortesia di allegarlo vi invitiamo una buona volta, se ancora non lo avete fatto, a leggerlo e a dirci dove si parla di quel che Confavi &C denunciano e paventano con scopi non solo legati al tesseramento, ma almeno per qualcuno anche elettoralistici.
Nel frattempo però, vi ricordiamo che la risposta alle farneticazioni messe in circolazione ad arte, Federcaccia l’ha data concretamente: all’invito del Ministro Galletti alle Regioni di accorciare i tempi di prelievo di tordo bottaccio, cesena e beccaccia, tre specie che sono in buono stato di conservazione (Birdlife International), ha fornito agli Assessorati competenti dati tecnico scientifici per opporsi, così come fa da anni impegnando tempo, uomini e risorse economiche. 
O a qualcuno bisogna ricordare che gli indirizzi seguiti oggi dalle Regioni nella stesura dei calendari discostandosi dalle indicazioni Ispra sono quelle indicate dall’Ufficio Avifauna Migratoria di FIdC già nel 2010, nel tempo accolto da tutte le AAVV oltre che dalle Regioni stesse?
Così, coerentemente, Federcaccia ha condannato nelle primissime ore successive, l’inconcepibile e immotivata decisione del Consiglio dei Ministri, contro il quale ha poi presentato un ricorso dettagliato e incisivo, affiancata da Arci Caccia, ANUUMigratoristi ed Enalcaccia, oltre che da alcuni cittadini cacciatori residenti nelle regioni interessate. Un ricorso che le stesse Regioni affiancheranno ad adiuvandum.
Il tutto dissociandosi apertamente e senza alcuna remora dalla posizione di Legambiente sui calendari venatori e sulle specie oggetto di prelievo. 
Per completare il quadro fra chi fa e chi macina vento, ricordiamo infine che sono state Federcaccia e ANUUMigratoristi, sia a livello nazionale che regionale, a ricorrere contro la delibera della Presidenza del Consiglio dei Ministri di annullamento della DGR Lombardia n. X/1985 dello scorso giugno per il rifornimento dei richiami vivi ottenendo una pronuncia che consentirà alla Regione stessa di assumere la delibera di attivazione degli impianti di cattura per la prossima stagione, una volta acquisito il parere dell’ISPRA, fosse pure negativo.
Il tutto mentre gli altri erano evidentemente impegnati a girare la manovella del ciclostile…

 

Roma, 24 marzo 2015 – Federazione Italiana della Caccia

Che parlar di lupo sia argomento spinoso, per non dire…tabù, è realtà che nessuno disconosce.

L’ambientalismo salottiero, così come l’animalismo più spinto, non fanno altro che rammentarci ogni giorno come il formidabile predatore sia ormai tornato a prendere legittimo possesso di monti e colline da cui l’uomo lo scacciò e…cacciò nei secoli passati. 
Lo fanno senza considerare che pure noi ne siamo consapevoli, ma forse dimenticando come la presenza del lupo non possa essere considerata un fatto casuale o ineluttabile, specialmente in considerazione della forte competitività che quel formidabile predatore ha con le attività antropiche.

Specie non più a rischio, da qualche anno ricomparso in Piemonte, dapprima sulle montagne del cuneese e del torinese, il canide selvatico si sta allargando a macchia d’olio, scendendo in bassa valle e poi spostandosi verso le pianure.
“Arriverà presto anche a Torino” dicevano anni fa alcuni, subito bollati come malvagi profeti.
“Prima o poi ci scapperà qualche incidente, se non il morto…” replicavano altri, nemmeno questo fosse un auspicio utile a prendere coscienza del problema.

Ebbene tutto ciò è avvenuto, e molto prima di quanto si prevedesse, nelle passate settimane. 
Un lupo, sembra anche piuttosto grosso, è stato immortalato in un video ripreso da una foto trappola sistemata in un’area privata della collina torinese, in Val Sappone, zona Cavoretto.
Le immagini sono passate su Facebook, pubblicate nel cuore della notte dal fortunato appassionato che aveva posizionato l’aggeggio, ma sono state tolte poche ore dopo, probabilmente su pressante richiesta di amici animalisti, sensibili al rischio di allarmare la gente e sollevare proteste di altri, magari anche dei…terribili cacciatori!

Di tutto ciò la gran parte degli utenti della rete non ha saputo nulla, tranne alcuni, pochissime persone, che sveglie a quell’ora antelucana avevano potuto vedere il filmato.
La cosa non stupisce, conoscendo il fanatismo che muove questi…novelli Konrad Lorenz, ma quello che sconcerta è come la notizia dell’avvistamento d’un predatore efficace come il lupo abbia potuto restare nascosta alla popolazione per quasi due settimane, sebbene si fosse subito provveduto a segnalarlo a chi di dovere.

Sarà stato per l’imminente Pasqua con le possibili escursioni collinari della cittadinanza; sarà stato per quell’atteggiamento, un po’ snob e modaiolo, che considera il lupo…animale totemico, simbolo ancestrale di forze indomabili e inaccessibili; sarà stato per quella politica che pensa solo al proprio tornaconto, o forse anche per il mero interesse di chi sul…wolf alpine ha costruito carriere e futuro, incassato corposi emolumenti o consulenze e fondi europei, ma resta il fatto che sino ad oggi dell’avvistamento di Cavoretto sapevano in pochi, custodendo gelosamente la notizia quasi fosse…il terzo segreto di Fatima!
Oggi finalmente la verità è venuta a galla, a forza, su giornali e tv, e dunque anche i cittadini torinesi sanno quanto accaduto, e forse ora staranno con le orecchie tese nelle notti di luna piena, sperando d’esser loro per primi ad udire l’ululato del mitico lupo che...abbaia alla Mole!

Noi molto più semplicemente registriamo quest’ennesima pessima figura di chi s’occupa della materia, incapace d’offrire risposte nella trasparenza doverosa e con l'onestà e la sincerità che sarebbe legittimo pretendere.
Federcaccia Piemonte, questo sia subito chiaro, non vuole eradicare il lupo, e nemmeno lo teme, semmai vorrebbe estirpare incompetenti ed incapaci da questa nostra Società, ma ciò è molto più complicato che gestire una specie selvatica! 
Il lupo, animale magnifico, è giusto possa vivere libero nei luoghi atti ad ospitarlo, regolato nelle sue presenze dall’uomo e dalla sua scienza. A ridosso delle abitazioni, dove giocano bimbi e passeggiano anziani, girano liberi animali domestici e d'affezione, non sembra il caso debba vagabondare un animale selvatico di quel calibro!

Tutto questo lo scriveva già poco prima della sua scomparsa l’amico Riccardo Ferrero, indimenticato Coordinatore Regionale di Ekoclub International, in occasione dell’incidente mortale di Airasca quando un giovane esemplare venne investito su una strada molto trafficata e vicinissima ai centri urbani (51 capi recuperati morti in Provincia di Torino dal 2001, di cui 8 negli ultimi 16 mesi).

 

Parlar di lupi non conviene, ma sarebbe anche ora di farlo seriamente, cominciando a sfatare qualche tabù.

COMUNICATO STAMPA

In riferimento al calendario venatorio annata 2015/16, appena approvato dalla Giunta Regionale, Federcaccia Piemonte ritiene doveroso manifestare il suo profondo disappunto per contenuti e modalità con cui esso è stato redatto, ed imposto, agli oltre 25.000 cacciatori piemontesi.

L’Assessore Giorgio Ferrero ha voluto ignorare le richieste del mondo venatorio, comportandosi come mai accaduto prima d’ora, in maniera irrituale come d’uso dire di questi tempi, e procedendo come se tra le sue deleghe non vi fosse anche quella relativa all’attività venatoria.

Non corrisponde al vero che il calendario sia stato concordato con Federcaccia o altre Associazioni Venatorie del Coordinamento Regionale, e nemmeno può essere scusante quella d’evitare così possibili ricorsi, giacché è proprio la recente storia (vedasi caso della pernice bianca) a dimostrare come quando parte soccombente sia la stessa Regione si possa non adempiere, come invece vorrebbero logica e coerenza.

L’inizio della stagione venatoria scelto dall’Assessore è molto lontano, il 4 ottobre giorno di San Francesco, e dunque vi sarebbe ancora possibilità d’apportare correzioni e miglioramenti, ma risulta difficile credere che ciò possa avvenire con chi sin dall’inizio ha dimostrato scarsa collaborazione con il mondo venatorio.

Federcaccia Piemonte questa volta non ci sta, e chiamerà a raccolta associati e simpatizzanti per coordinare azioni e iniziative di protesta, certa che se l’attività venatoria è garantita da leggi nazionali, financo dalla Costituzione Italiana che ne delega proprio le Regioni, essa è diventata quanto mai problematica in Piemonte.

E’ già stata convocata riunione del Coordinamento Regionale delle Associazioni Venatorie Piemontesi per affrontare la questione.

Il giorno 10 marzo 2016 si è tenuta presso l’Aula Consiliare di Regione Piemonte un’audizione delle parti interessate alla nuova legge regionale sull’attività venatoria.

Tre erano le proposte da esaminare e su cui presentare osservazioni, una presentata dalla Giunta in carica, le altre due una a firma dei consiglieri di Forza Italia e l’altra di quelli del Movimento 5 stelle.

Federcaccia Piemonte ha partecipato, presentando le sue osservazioni ed un documento politico di sintesi, unitamente ad altre quattro Associazioni Venatorie Riconosciute ai sensi della l.157/92: A.N.L.C., Enalcaccia, E.P.S., Anuu Migratoristi.

Erano presenti rappresentanti di ATC e CA e per il mondo agricolo Coldiretti e Confagricoltura, oltre a diversi esponenti del mondo animalista più estremo e di quello ambientalista.

 

Qui allegati documento di sintesi e proposte di legge commentate dalle Associazioni Venatorie secondo le modalità riportate nello stesso documento:

Testo_definitivo_osservazioni_DDL_182                       Sintesi_finale-provvedimenti_legislativi           

Proposta di legge regionale n. 196                              Testo_definitivo_proposte_modifica_PDL_n.32   

 

 

 

Ultime Notizie

Sito ufficiale di Federcaccia Piemonte