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Che parlar di lupo sia argomento spinoso, per non dire…tabù, è realtà che nessuno disconosce.

L’ambientalismo salottiero, così come l’animalismo più spinto, non fanno altro che rammentarci ogni giorno come il formidabile predatore sia ormai tornato a prendere legittimo possesso di monti e colline da cui l’uomo lo scacciò e…cacciò nei secoli passati. 
Lo fanno senza considerare che pure noi ne siamo consapevoli, ma forse dimenticando come la presenza del lupo non possa essere considerata un fatto casuale o ineluttabile, specialmente in considerazione della forte competitività che quel formidabile predatore ha con le attività antropiche.

Specie non più a rischio, da qualche anno ricomparso in Piemonte, dapprima sulle montagne del cuneese e del torinese, il canide selvatico si sta allargando a macchia d’olio, scendendo in bassa valle e poi spostandosi verso le pianure.
“Arriverà presto anche a Torino” dicevano anni fa alcuni, subito bollati come malvagi profeti.
“Prima o poi ci scapperà qualche incidente, se non il morto…” replicavano altri, nemmeno questo fosse un auspicio utile a prendere coscienza del problema.

Ebbene tutto ciò è avvenuto, e molto prima di quanto si prevedesse, nelle passate settimane. 
Un lupo, sembra anche piuttosto grosso, è stato immortalato in un video ripreso da una foto trappola sistemata in un’area privata della collina torinese, in Val Sappone, zona Cavoretto.
Le immagini sono passate su Facebook, pubblicate nel cuore della notte dal fortunato appassionato che aveva posizionato l’aggeggio, ma sono state tolte poche ore dopo, probabilmente su pressante richiesta di amici animalisti, sensibili al rischio di allarmare la gente e sollevare proteste di altri, magari anche dei…terribili cacciatori!

Di tutto ciò la gran parte degli utenti della rete non ha saputo nulla, tranne alcuni, pochissime persone, che sveglie a quell’ora antelucana avevano potuto vedere il filmato.
La cosa non stupisce, conoscendo il fanatismo che muove questi…novelli Konrad Lorenz, ma quello che sconcerta è come la notizia dell’avvistamento d’un predatore efficace come il lupo abbia potuto restare nascosta alla popolazione per quasi due settimane, sebbene si fosse subito provveduto a segnalarlo a chi di dovere.

Sarà stato per l’imminente Pasqua con le possibili escursioni collinari della cittadinanza; sarà stato per quell’atteggiamento, un po’ snob e modaiolo, che considera il lupo…animale totemico, simbolo ancestrale di forze indomabili e inaccessibili; sarà stato per quella politica che pensa solo al proprio tornaconto, o forse anche per il mero interesse di chi sul…wolf alpine ha costruito carriere e futuro, incassato corposi emolumenti o consulenze e fondi europei, ma resta il fatto che sino ad oggi dell’avvistamento di Cavoretto sapevano in pochi, custodendo gelosamente la notizia quasi fosse…il terzo segreto di Fatima!
Oggi finalmente la verità è venuta a galla, a forza, su giornali e tv, e dunque anche i cittadini torinesi sanno quanto accaduto, e forse ora staranno con le orecchie tese nelle notti di luna piena, sperando d’esser loro per primi ad udire l’ululato del mitico lupo che...abbaia alla Mole!

Noi molto più semplicemente registriamo quest’ennesima pessima figura di chi s’occupa della materia, incapace d’offrire risposte nella trasparenza doverosa e con l'onestà e la sincerità che sarebbe legittimo pretendere.
Federcaccia Piemonte, questo sia subito chiaro, non vuole eradicare il lupo, e nemmeno lo teme, semmai vorrebbe estirpare incompetenti ed incapaci da questa nostra Società, ma ciò è molto più complicato che gestire una specie selvatica! 
Il lupo, animale magnifico, è giusto possa vivere libero nei luoghi atti ad ospitarlo, regolato nelle sue presenze dall’uomo e dalla sua scienza. A ridosso delle abitazioni, dove giocano bimbi e passeggiano anziani, girano liberi animali domestici e d'affezione, non sembra il caso debba vagabondare un animale selvatico di quel calibro!

Tutto questo lo scriveva già poco prima della sua scomparsa l’amico Riccardo Ferrero, indimenticato Coordinatore Regionale di Ekoclub International, in occasione dell’incidente mortale di Airasca quando un giovane esemplare venne investito su una strada molto trafficata e vicinissima ai centri urbani (51 capi recuperati morti in Provincia di Torino dal 2001, di cui 8 negli ultimi 16 mesi).

 

Parlar di lupi non conviene, ma sarebbe anche ora di farlo seriamente, cominciando a sfatare qualche tabù.

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